La figlia di Bud Spencer: “Sento ancora la sua presenza…”

A quattro anni dalla sua morte (il triste anniversario ricorre il 27 giugno), l’indimenticato Bud Spencer rivive nei ricordi della figlia Cristiana Pedersoli, raccolti in un libro dal titolo “Bud. Un gigante per papà”. Un volume che non esplora tanto spencer2la carriera dell’attore di tanti film stracult e le gesta di personaggi come Piedone e Bambino, quanto il lato privato dell’attore, il vero Carlo Pedersoli dietro il nome d’arte di Bud Spencer, uomo eclettico, campione sportivo e genitore affettuoso. Intervistata dal Corriere della Sera, Cristiana ha rievocato con affetto il suo papà “XXXL”: “Avevo bisogno di mettere per iscritto il mio papà e i miei ricordi, perché la figura di Bud Spencer era troppo predominante. Volevo raccontare che era altro. Era mio padre”.

Dalla moglie Maria Amato, Spencer ha avuto tre figli: il primogenito Giuseppe, per l’appunto Cristiana e la terza figlia Diamante. Una famiglia unita e lontana dalle luci della ribalta, quella dell’antidivo Bud, che soprannominava i suoi figli spencer3rispettivamente “Peppotto”, “Cri Cri” e “Didda”. Tra i suoi primi ricordi del genitore, Cristiana rievoca “Le piccole magie per farmi accettare una puntura. Faceva comparire una moneta dietro il mio orecchio, una volta perfino un pulcino. La cosa più incredibile era quando si infilava una sigaretta accesa nella bocca, e poi l’apriva con la cicca ancora incandescente”. Nonostante l’immensa popolarità del padre, c’erano momenti solo per loro: “Le pernacchie sulla pancia, le penniche distesa a pelle di leone su di lui, le sue smorfie per farmi ridere, la barba che odorava di pulito. Il profumo inconfondibile, Eau d’Orange Verte di Hermès. Ho continuato a sentirlo anche dopo che se ne è andato”.

In qualche modo, la Pedersoli sente ancora oggi la presenza del padre, come fa capire con questo curioso aneddoto:

La cosa più significativa è successa un paio di mesi dopo che non c’era più. Un fan continuava a scrivermi dicendo che papà voleva che cercassi tra i cassetti di una credenza in radica con una ribaltina. La descrizione era molto precisa, ma io non avevo un mobile del genere e non ricordavo che ci fosse a casa dei miei genitori… Insisteva e infine, nella camera da letto di mia madre, ho trovato l’armadio. Nei cassetti c’era un astuccio con una foto di mio padre abbracciato a sua madre, nonna Rina. Voleva dirmi che erano insieme e stava bene…

Sono affettuose anche le parole sul legame con Terence Hill: “È come uno zio. Quando avevo dieci anni ero innamorata di lui, era di una bellezza incredibile, con modi sempre gentili e affabili. Lui e papà erano agli antipodi, ma erano due gentiluomini e il fatto di essere entrambi credenti li univa. Ogni tanto viene a cena a casa di mamma, ci lega un affetto profondo”. Hill e Spencer sono stati legati non solo da un intenso sodalizio di ben 18 film che li ha resi una delle coppie più amate del cinema italiano, ma anche da una grande amicizia durata sino alla morte di Bud.

57 anni, Cristiana Pedersoli è lontana dalla settima arte e di professione è pittrice e scultrice. È mamma di due figli, Sofia e Nicolò.  Suo fratello Giuseppe, 59 anni, è invece uno sceneggiatore e produttore (ha lavorato a diversi film interpretati dal padre) mentre Diamante, con il nome d’arte di Diamy Spencer, ha recitato al fianco del padre nei film Superfantagenio e Un piede in paradiso.

La figlia di Bud Spencer: “Sento ancora la sua presenza…”ultima modifica: 2020-06-16T09:22:26+02:00da massimo.sbanderno
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